Lo psicomotricista

Lo psicomotricista

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Lo psicomotricista accoglie ed interpreta l’espressività globale del bambino, accompagnandolo nel percorso evolutivo. Lo psicomotricista è in grado di ascoltare empaticamente il bambino ed è il garante della sicurezza fisica e della sicurezza affettiva. Essere all’ascolto del linguaggio (verbale e non)permette di cogliere l’importanza ed il senso di ciò che esprime attraverso le sue diverse produzioni.
Al tempo stesso, lo psicomotricista è anche essere strutturante e di contenimento. L’adulto si implica nel gioco del bambino ma resta sempre all’ascolto delle dinamiche di gruppo e della seduta.

Dunque la disciplina psicomotoria consente al piccolo paziente di:

Mettere in moto contemporaneamente corpo, emozioni e pensieri in maniera fluida. Il bambino è posto nella condizione di sviluppare una consapevolezza del proprio corpo in relazione all’altro e all’uso degli oggetti. L’obiettivo è di permettergli di esplorare, sperimentare e approfondire la propria relazione col mondo che lo circonda nella direzione di uno sviluppo psicofisico armonioso.

Acquisire ed interiorizzare lo schema corporeo attraverso l’utilizzo di esercizi appositi che comprendono la percezione globale del corpo, della sua unità, della sua posizione nello spazio, ma anche del movimento dei singoli arti in relazione di ciò che lo circonda. Lo strisciamento a terra e la marcia carponi ad esempio, possono essere esercizi utili allo scopo: il bambino si trova a fare movimenti nuovi, che solitamente gli sono proibiti dall’adulto, conoscendosi e iniziandosi a muovere in modo coordinato.

Raggiungere una padronanza del corpo e dello spazio gestuale in quanto la coordinazione e l’equilibrio sono i successivi insegnamenti importanti per la crescita del bambino. Il criterio è lo stesso attuato per lo schema corporeo, ma in questo caso si fa maggiore appello all’interiorizzazione e all’organizzazione mentale. Gli esercizi permettono qui di acquisire la padronanza del meccanismo del gioco, la padronanza del corpo e dello spazio gestuale e sono, ad esempio: passaggi della palla da una mano all’altra, lanci con rotazioni, prese e rinvii da sotto le gambe, in cerchio, rimbalzi mentre si salgono o scendono i gradini ecc…

Inoltre esistono altri esercizi psicomotori non meno importanti come il rilassamento, che favorisce l’affinamento del gesto, sciogliendo tensioni muscolari e facilitando l’elaborazione dell’immagine corporea. Un altro esercizio è l’elaborazione grafica del fatto fisico: la scrittura, il disegno, la rappresentazione del gesto compiuto. Qui ci vengono in aiuto una semplice lavagna, o semplicemente segni lasciati sulla sabbia. In questo modo si prende consapevolezza anche dell’errore e del fatto che uno sbaglio non è motivo di punizione, bensì veicolo di apprendimento.

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