I GENITORI E GLI INSEGNANTI POSSO ACCORGERSI DI UN EVENTUALE DISORDINE/DISTURBO NEL BAMBINO GIÀ NEI PRIMI ANNI DELLO SVILUPPO (0-5 ANNI)?

I GENITORI E GLI INSEGNANTI POSSO ACCORGERSI DI UN EVENTUALE DISORDINE/DISTURBO NEL BAMBINO GIÀ NEI PRIMI ANNI DELLO SVILUPPO (0-5 ANNI)?

Studio di Riabilitazione Neuropsicomotoria No Comment
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VEDIAMO L’IMPORTANZA DEL MOVIMENTO E DEL GIOCO PER LO SVILUPPO DI UN BUON COMPORTAMENTO- APPRENDIMENTO- AUTONOMIA- LINGUAGGIO

 

 

 

 

👉Quando ci troviamo di fronte a un bambino con disordini dell’ età evolutiva, è importante, oltre al professionista di riferimento, il supporto e la cooperazione dei genitori e insegnanti per migliorare lo sviluppo neurologico e permettere al bambino di riuscire nelle sfide della vita.
Se un genitore nota che qualcosa non va nel figlio (non gioca come ha fatto il fratello, si isola, appare molto agitato e irritabile, il linguaggio è in ritardo rispetto alla sua età, non tollera molti stimoli), consigliamo di cercare un professionista esperto e di non pensare che supererà il problema con la crescita: i primi anni di vita (0-3anni) sono cruciali affinché tutte le connessioni cerebrali si formino in maniera più rapida e si riorganizzino permettendo un recupero tempestivo e ottimale delle funzioni (plasticità cerebrale) ed evitando così che il bambino, giunto in 1 elementare, cominci a manifestare problemi di apprendimento, comportamento e di socializzazione. Da grande il bambino diventa meno capace di beneficiare di interventi terapeutici.

👉Uno dei più importanti segnali a cui bisogna prestare attenzione è l’ assenza o uno sviluppo atipico del gioco: il gioco sviluppa le funzioni cerebrali (immagine corporea, pianificazione motoria, organizzazione spaziale, esperienze propriocettive-vestibolari-tattili) e spesso, quando un bambino non gioca allo stesso modo di un suo pari, i genitori tendono a pensare che non sia interessato, tralasciando che possa esserci un problema sottile di integrazione e processione sensoriale non visibile ai loro occhi. Ricordiamo che è proprio attraverso il gioco che si organizza il sistema nervoso dei nostri bambini: le esperienze sensori- motorie sono fondamentali per permettere al b.no di sviluppare adeguate abilità prassico-motorie, pianificatorie-organizzative ed emotivo-comportamentali.

👉Ci siamo chiesti perché oggi molti bambini sono disorganizzati, disattenti, ipercinetici e spesso anche infelici e tendenti alla depressione infantile?
La televisione, i tablet, i videogiochi, privano i bambini di molte esperienze sensoriali e motorie (ad es. giocare alla aperto, saltare, giocare con la sabbia, andare sullo scivolo, manipolare e toccare, inventare giochi, ecc.) che sono vitali per sviluppare la loro cognitività (organizzazione del pensiero), il loro comportamento, la loro socializzazione e per affrontare le diverse sfide quotidiane della vita.👉Per tale ragione, in particolar modo nella scuola dell’infanzia, le insegnanti non dovrebbero preoccuparsi di insegnare ai bambini a leggere o scrivere, piuttosto creare situazioni di gioco che includano esperienze tattili, vestibolari, propriocettive, visive, uditive attraverso il movimento con il proprio corpo, facendo sì che il b.no percepisca le informazioni provenienti dai muscoli, dalle articolazioni, dalla pelle e dal movimento per dare risposte adattive efficaci, preparando così il suo cervello per i futuri apprendimenti scolastici, per una buona autonomia e autostima e per i compiti che dovrà essere in grado di organizzare nella vita.

👉A tutti i genitori, professionisti e insegnanti ricordiamo che se il b.no ha un sistema nervoso ben organizzato, ci apparirà entusiasta, felice e desideroso di apprendere attraverso il gioco nuove abilità o competenze!

CONSIGLI PER GENITORI, INSEGNANTI E PROFESSIONISTI PER RICONOSCERE E AIUTARE UN BAMBINO CON DISORDINI/ DISTURBI DELL’ETÀ EVOLUTIVA A SVILUPPARSI IN MODO OTTIMALE 

👉 L’apprendimento del bambino comincia con il proprio corpo. È tramite il gioco e il divertimento che il bambino sperimenta il movimento e la stimolazione vestibolare, esplorando l’ambiente e le proprie emozioni. Già da neonato consigliamo ai genitori di non utilizzare i moderni attrezzi quali seggioloni, girelli o sdraietta, ma posizionare il bambino sul pavimento per permettergli di acquisire il controllo sul proprio corpo e l’equilibrio, il controllo del capo, la capacità di compiere passaggi posturali, sviluppare la coordinazione oculo-manuale, la visione binoculare/bifocale (messa a fuoco di oggetti vicini e lontani), la fiducia in sé stesso, la capacità di afferrare oggetti (risposta adattativa), la pianificazione e il problem-solving, la capacità di percepire le distanze tra il proprio corpo e gli oggetti e i rapporti spaziali tra gli elementi dell’ambiente. Sul pavimento il bambino acquista la libertà di muoversi e riceve tutte le stimolazioni sensoriali di cui ha bisogno, che non potrebbe avere se limitato e confinato su di una sedia o dentro ad un boxer 

👉Giocare tramite capriole, rotolare o girare su sé stesso, è il risultato di stimoli neuronali provenienti dal cervello: è proprio durante il gioco che vengono stabiliti diversi fattori di crescita neuronali, le abilità sociali e gli adattamenti comportamentali attraverso la stimolazione del sistema limbico (parte del nostro cervello responsabile delle emozioni, connesso al lobo frontale, che a sua volta è coinvolto nel controllo degli impulsi e del comportamento)

👉 Consigliamo ai genitori di lasciare che il bambino sviluppi le proprie capacità e di esplorare il loro ambiente senza manifestare eccessive protezioni (ovviamente con limiti di sicurezza) cadendo per imparare a mantenere l’equilibrio, arrampicandosi per imparare percepire le altezze, ecc.. affinché il bambino possa avere l’opportunità di apprendere dalla propria esperienza: quest’ultima diventa il nutrimento per lo sviluppo del sistema nervoso del figlio

👉 L’apprendimento, il linguaggio e il comportamento sono tutti quanti collegati alla funzionalità del sistema motorio e al controllo del movimento. Quando i bambini entrano a scuola si da per scontato che siano capaci di rimanere seduti, essere attenti, impugnare correttamente la matita, ritagliare e relazionarsi con gli altri. Tuttavia ci sono bambini che non hanno ancora raggiunto l’acquisizione di tali abilità e di conseguenza possono sviluppare un probabile DSA, IPERCINESIA O DISTURBI DELL’ATTENZIONE, non perché non siano intelligenti, ma perché i loro sistemi sensori-motori di base non erano completamente maturi al momento dell’ingresso a scuola. Pertanto, l’attenzione l’equilibrio e la coordinazione (Attention, Balance and Coordination) rappresentano l’ABC sui quali si costruiscono i successivi apprendimenti scolastici

👉La società ripone molta attenzione allo sviluppo del linguaggio del bambino, al suo successo scolastico ed intellettuale, dimenticandosi di prestare attenzione alle fondamenta sensori-motori necessarie per sviluppare le funzioni cognitive superiori

👉 L’attività motoria è preziosa poiché procura stimoli sensoriali in grado di aiutare il bambino ad organizzare il processo di apprendimento, imparare nuove competenze e rispondere in modo efficace alle sfide adottando comportamenti appropriati

 

 

 

 Di seguito vi elenchiamo alcuni suggerimenti utili per insegnanti, genitori e figure professionali che ruotano attorno al bambino:

🔷1. Scegliere un asilo in cui le insegnanti basino la loro attività sullo sviluppo neuropsicomotorio e tengano conto dei diversi modi e tempi di apprendimento di ogni bambino
🔷2. Rimandare l’iscrizione del b.no all all’asilo all’anno successivo se non ha ancora raggiunto i requisiti “emotivi e cognitivi” necessari per affrontare le richieste elevate dell’ambiente scolastico
🔷3. Se riscontrate difficoltà rispetto all’età cronologica del b.no, non aspettate a chiedere una valutazione da parte di un professionista esperto poiché il problema non si risolve da solo con la crescita e sopratutto perché, seppur lo sviluppo sembri normale, il disturbo può risiedere nel modo in cui funziona il cervello
🔷4. Evitare di far svolgere al b.no attività che non è pronto a fare, ma rispettate i suoi tempi, cercando di ridurre la difficoltà del gioco / esercizio per fargli comunque raggiungere l’obiettivo preposto
🔷5. Ricordate che il cattivo linguaggio, apprendimento o comportamento del b.no, non è dato dalla sua volontà ma da problemi fisici, ovvero da funzioni che non sono ben organizzate nel suo cervello e da una scarsa capacità di organizzare tutte le informazioni sensoriali (vestibolari, tattili, propriocettive, visive, uditive)
🔷6. Non punite il b.no perché fa fatica a leggere e scrivere, si comporta male, è ostile e testardo, oppositivo, inciampa spesso sulle cose o rompe i giocattoli: dategli un maggior supporto emotivo, molta comprensione e tanta pazienza facendogli capire cosa sia giusto e cosa no, ricordandovi che il b.no ha un problema fisico e riuscendo così a tollerare meglio il suo modo di fare !
Non usate i castighi poiché tenderebbero ad abbassare l’autostima del b.no e a fargli creare un’ immagine negativa di sé. Tuttavia, per essere efficace la disciplina, potete ricompensare le condotte adeguate premiandolo e togliere dei privilegi (andare a giocare con un amico o guardare la tv) in caso di atteggiamenti inappropriati. La fermezza e la coerenza sono fondamentali poiché organizzano il cervello del b.no, al contrario cambi di decisione lo disorganizzano!
🔷7. Prevedete i momenti in cui il vostro b.no possa avere delle reazioni negative perdendo l autocontrollo: ad es. se state al parco o a un compleanno in cui ci sono molti stimoli e il b.no comincia a diventare nervoso, ostile, sofferente, iperattivo e non riuscite più a controllarlo, allontanatelo da tale situazione o diminuite la quantità di stimoli che possono sopraffare e affaticare il suo sistema nervoso, cercando di rimanere calmi e supportarlo per trasmettergli tranquillità e ristabilire la sua omeostasi.
🔷8. È fondamentale l’organizzazione dell’ambiente (tempo, attività, oggetti, spazio) per garantire la stabilità del bambino e la sua organizzazione.
🔷9. Se il b.no non tollera gli stimoli tattili (abbracci, contatti con altre persone o vestiti) non rimproveratelo, ma ricordatevi che si tratta di una reazione automatica del suo sistema nervoso, indipendente dal suo controllo.
🔷10. Promuovete attività quali correre, arrampicarsi, camminare carponi, saltare, giocare a palla, spingere qualcosa, andare in bici o sul triciclo, giochi corporei, manipolare oggetti o pongo, impastare sabbia, farina, infilare e giocare con le costruzioni, fare puzzle, ecc. che regoleranno il suo sistema nervoso e svilupperanno la pianificazione motoria. Se notate che il b.no non è in grado o fa fatica, non correggetelo con le parole, ma aiutatelo concretamente o con un supporto fisico/cinestesico, dimostrandogli le attività da svolgere

 Alla luce di ciò che abbiamo descritto, se vi trovate davanti ad un bambino che presenta alcuni o molti dei segni e sintomi sopra elencati, non ritardate l’ intervento riabilitativo, poiché il b.no potrebbe giungere alla conclusione di essere un incapace e di bloccarsi psicologicamente ed emotivamente. Più si interverrà in età precoce e più si aiuterà il cervello a creare maggiore connessioni e il b.no sarà capace di affrontare gli apprendimenti, la vita adattiva, le relazioni interpersonali e gestire le richieste dell’ambiente circostante.

Articolo scritto da: Dott.ssa Francesca Tabellione

 a cura di: Dott.ssa Erika D’Antonio

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