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SEMINARIO: l’importanza del corsivo nella didattica

Studio di Riabilitazione Neuropsicomotoria No Comments

12 gennaio 2020 dalle 9 alle 13

I DCM NELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO – VALUTAZIONE E RIABILITAZIONE NEUROPSICOMOTORIA

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25/26 GENNAIO BRINDISI

Stimolazione sensoriale per bambini iper o ipo attivi

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Nella nostra esperienza clinica riabilitativa e attraverso i colloqui con le insegnanti e i genitori, notiamo che la richiesta maggiore è quella di “calmare” quei bambini che manifestano una eccessiva reattività agli stimoli sensoriali esterni ed interni. Tuttavia, perché non prestiamo attenzione a quei bambini che hanno difficoltà a rimanere vigili e impegnati durante il giorno? Bambini che sono quasi sempre impegnati in giochi sedentari? Bambini che dobbiamo davvero fare di tutto per farli rimanere motivati e interessati?

Questo articolo nasce dall’ idea di proporre idee e  stimoli adatti a bambini che non riescono a stare fermi e che hanno una scarsa capacità di autoregolazione/ autoinibizione/ autocontrollo (disattenzione, iperattività, ipercinesia, impulsività),  ma allo stesso tempo adatti anche a quei bambini ipoattivi e “passivi” ( sono immobili nel banco, parlano solo se interrogati, ignorano gli oggetti e stimoli dell’ambiente, restano seduti anche durante i momenti ludici, hanno notevoli difficoltà a farsi coinvolgere nei momenti di gioco, non fanno trasparire alcune emozioni, scarse abilità sociali, posso andare incontro a depressione o a disturbi evitanti di personalità) che spesso vengono sottovalutati e non segnalati ai genitori.

Queste due categorie di bambini, seppur opposte, hanno bisogno di una serie di strategie affinchè possano avere successo in classe e nella vita adattiva.

 Ecco alcuni dei nostri esercizi per fornire degli input sensoriali per questi bambini!

Pre allertare il bambino circa le attività di movimento.

Quando si tratta di fornire input sensoriali attraverso il movimento, concentrarsi su attività di movimento più rapide e meno prevedibili piuttosto che su movimenti lenti, ritmici e lineari.

1) Saltare

Prova da un trampolino o tappeto elastico, salta sul posto

2 ) Rimbalzare

Prova a sederti su una palla “bobath” e rimbalzare mentre canti una canzone, pronunci i giorni della settimana o una sequenza di numeri

3)  Freeze movement

Ad un preciso segnale da parte della terapista, i bambini devono fermare il movimento( corsa striscio , gattonamento, cammino , salto) e riprenderlo ad un altro segnale.

4) Giochi Stop / Go

Semaforo a tre cerchi disposti nello spazio:

  • cerchio rosso (quando incontra il cerchio rosso il bambino deve fermarsi al suo interno rimanendo immobile),
  • cerchio verde (il bambino deve saltare tre volte all’interno dello stesso)
  • cerchio arancione (il bambino deve inibire questo colore, aggirando l’ostacolo).

5)  Attività motorie globali

  1. Il bambino deve saltare come una rana all’interno del cerchio
  2. camminare carponi all’interno di un tubo
  3. strisciare sotto un ponte
  4. camminare come un granchio sul materassino ( importante per il controllo posturale e per assumere la posizione seduta sulla sedia poiché i bambini utilizzano braccia e gambe per sostenere il tronco)
  5. rotolare da supino a prono e viceversa
  6. Camminata sui talloni alternata alla camminata sulle punte
  7. Gioco del ponte: il bambino deve sdraiarsi a terra tenendo le spalle appoggiate al suolo e le ginocchia piegate, gli si chiede di alzare solo il bacino(deve rimanere in questa posizione per circa 5/10 secondi)
  8. Posizione di Superman: il bambino deve assumere la posizione prona con le braccia e le gambe completamente estese; ciò favorisce l’acquisizione della percezione corporea(schema corporeo), il rafforzamento dei muscoli tonico-posturali(schiena) e il potenziamento dello sviluppo motorio-globale
  9. Far rotolare un cerchio spingendolo con la mano tesa per poi corrergli a fianco
  10. Far roteare un cerchio davanti a sè come una trottola e mentre oscilla entrarvi e uscire senza urtarlo
  11. Muoversi liberamente nello spazio utilizzando un foulard o una palla di spugna
  12. Correre più velocemente possibile per raggiungere un traguardo
  13. Camminare in fretta/lentamente in base al ritmo musicale

 

6)   Giochi propriocettivi e di equilibrio: l’altissimo numero di impulsi propriocettivi inviati al cervelletto e al sistema extra-piramidale consentono enormi progressi a chi necessita di  interiorizzare il proprio schema corporeo e i propri automatismi motori

  • camminare seguendo una linea tracciata sul pavimento o avanzare sulla stessa a balzelli come un canguro sia in avanti che all’indietro
  • camminare ad occhi chiusi da un punto A della stanza ad un punto B ,
  • marciare come un soldatino sollevando bene il ginocchio e il braccio controlaterale,
  • attraversare la stanza saltellando su un solo piede in avanti e all’indietro,
  • attraversare brevi spazi, stando in equilibrio su ceppi,
  • rimanere in equilibrio per qualche secondo su tavole basculanti (occhi aperti e chiusi)
  • camminare sui cuscini di equilibrio disposti in fila alternando il tallone di un piede contro la punta dell’altro
  • camminare/correre sul materassini ad acqua

7) Giochi per le attività motorie in posizione prona

  • con i gomiti poggiati a terra spingere una palla di diverse dimensioni avanti e indietro
  • disegnare , colorare, leggere o fare puzzle assumendo la posizione prona
  • dalla posizione prona alzare il braccio e la gamba controlaterale per una durata di 5/10 secondi

8) Giochi per attività motorie in posizione supina

  • flettere le ginocchia e toccarle con entrambe le mani
  • con braccio destro toccare il ginocchio sinistro e viceversa
  • il bambino deve afferrare e sfilare/infilare gli anelli dai suoi piedi
  • partendo da una posizione con braccia flesse, il bambino deve afferrare la palla che gli viene lanciata dal terapista

9) Attività tattili (DELACATO)

Il terapista può effettuare su tutto il corpo del bambino (escluso pancia , genitali e viso) :

  • Tocco leggero/forte
  • Vibrazione
  • Sfioramento
  • Picchiamento
  • Schiacciamento dei singoli polpastrelli delle dita (mani e piedi)

10) Attività visive (DELACATO)

Il terapista esegue sul bambino esercizi con fonti luminose:

  • Penna luce bianca non led (fermare la luce per 5 secondi in ogni angolo dell’occhio)
  • Penna luce colorata (far ruotare la luce per 5 secondi davanti all’occhio destro e poi davanti all’occhio sinistro)
  • Inseguimento visivo di un oggetto in movimento (senza compenso del capo) e fissazione per circa 5 secondi di un oggetto immobile.

Pertanto è fondamentale una valutazione e un intervento tempestivo al fine di limitare eventuali ripercussioni sugli apprendimenti scolatici e sulla vita adattiva/socio-emotiva del bambino.

Neuropsicomotriciste –  Psicomotriciste dell’Età Evolutiva –  Relatrici- Ideatrici di schede operative

Dott.ssa Erika D’Antonio

Dott.ssa Francesca Tabellione

WORKSHOPO #PNEV

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Introduzione a PNEV – Stimolazione visiva e uditiva

L’Optometria funzionale;
Test neurovisivi in ambito logopedico, psicomotorio ed educativo;
Ruolo della stimolazione uditiva nei DSA;
Importanza dell’insegnante in ambito educativo;

Il WORKSHOP è rivolto a Medici Medicina Generale, Neuropsichiatri Infantili, Foniatri, Psichiatri, Pediatri, Psicologi, Logopedisti, TNPEE, Fisioterapisti, Tecnici della riabilitazione psichiatrica, Educatori professionali, Optometristi (uditori), Infermieri, Assistenti sociali (uditori), Docenti e tutti i professionisti che si occupano di apprendimento.

Si terrà Sabato 29 Febbraio e Domenica 1 Marzo 2020 presso STUDIO DI RIABILITAZIONE NEUROPSICOMOTORIA – VIA RAMIRO ORTIZ, 26 | 66100 | CHIETI SCALO

La sessione del sabato avrà luogo dalle ore 09:00 alle 13:00 dalle 15:00 alle 19:30
La sessione della domenica si svolgerà dalle ore 09:00 alle ore 13:00

Il workshop è riconosciuto come corso di aggiornamento dal MIUR. La frequenza al corso di formazione dà diritto ai docenti al rilascio dell’attestato di partecipazione riconosciuto dal MIUR e valido ai fini della formazione obbligatoria docenti.
Qualora i docenti fossero interessati all’attestato MIUR, lo stesso è fruibile attraverso i buoni “carta docente”.

Il corso è, inoltre, accreditato per la formazione continua in medicina (E.C.M.).

Il costo delle due giornate di formazione è fissato in:
– € 120,00 solo per uditori
– € 150,00 docenti con rilascio attestato MIUR
– € 160,00 professionisti sanitari con rilascio crediti ECM (15,1 CREDITI)
– € 200,00 per chi necessita di entrambe le attestazioni (ECM + MIUR)

Per confermare le vostre prenotazioni potrete effettuare direttamente il versamento tramite bonifico bancario; al ricevimento dello stesso, vi verrà inviata la conferma prenotazione.

Potete effettuare il versamento tramite le seguenti coordinate bancarie:

BENEFICIARIO: THE ORGANISM
BANCO BPM S.P.A.
IBAN: IT 54 G 05034 76480 000000002141
CAUSALE: (NOME), (COGNOME), CONTRIBUTO PER PROGETTO INTRODUZIONE A PNEV

Vi preghiamo di mandarci una e-mail all’indirizzo fornito qualora necessitiate dell’attestato docenti MIUR, specificando i vostri dati.

Per tutte le info e le prenotazioni:
Tel. 329.4565965
Mail: studiotheorganism@gmail.com

I REQUISITI DELL’APPRENDIMENTO

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In questo articolo ci preme porre attenzione sui REQUISITI DELL’APPRENDIMENTO importanti soprattutto per, eventualmente, identificare precocemente DSA.

QUALI SONO I REQUISITI DELL’APPRENDIMENTO?

Sono funzioni e abilità specifiche, che si sviluppano molto prima dell’ingresso del bambino alla scuola primaria e che si rivelano necessarie e fondamentali per un corretto processo di apprendimento durante il periodo scolare.

Ogni apprendimento scolastico di base (lettura, scrittura e calcolo) presenta dei prerequisiti specifici, poiché diverse sono le abilità necessarie per ciascuno di questi apprendimenti.
Le ABILITÀ DI BASE della LETTURA e SCRITTURA sono le seguenti:

  • memoria a breve termine;
  • attenzione sostenuta e selettiva;
  • motricità globale e fine
  • coordinazione occhio-mano: lo sviluppo adeguato di questa funzione permette lo sviluppo di un buon grafismo;
  • movimenti oculari 
  • categorizzazione e generalizzazione

Per quanto riguarda invece le ABILITÀ DI BASE del CALCOLO si possono citare

  • memoria di lavoro
  • attenzione selettiva e sostenuta
  • conoscenza della sequenza verbale dei numeri, appresa tramite giochi o canzoni
  •  accoppiamento del numero all’atto del contare, ovvero indicare con il dito ogni oggetto contato;
  • riconoscimento della grandezza numerica di un insieme e confronto insiemi di numerosità diversa
  • confronto numeri diversi;
  • messa in sequenza crescente o decrescente insiemi con diverse quantità

Tutto questo insieme di requisiti, se presente nel bambino ad un livello adeguato, gli permetterà di affrontare con le giuste risorse per l’ingresso alla scuola primaria e il lungo percorso di apprendimento.

COSA OSSERVARE PER INDIVIDUARE PRECOCEMENTE LA POSSIBILITA’ CHE UN B.NO SVILUPPI UN DSA?

Le difficoltà nelle competenze comunicativo-linguistiche, motorioprassiche, uditive e visuospaziali, DI coordinazione (impugnatura corretta della matita, adeguata motricità fine), capacità di memoria (ricordare la propria età, il proprio indirizzo, il nome di compagni di classe) in età prescolare sono possibili indicatori di rischio di disturbi specifici dell’apprendimento, soprattutto in presenza di una anamnesi familiare positiva. Nella fascia 3-5 anni i bambini dovrebbero aver sviluppato determinate abilità.

Tuttavia, individuare precocemente eventuali abilità carenti, darà la possibilità di intervenire tempestivamente con attività di potenziamento e prevenire possibili difficoltà scolastiche future. 

Neuropsicomotriciste – Psicomotriciste funzionali –  Formatrici – Ideatrici di schede operative

Dott.ssa Francesca Tabellione 

Dott.ssa Erika D’Antonio

L’IMPORTANZA DELLA TERAPIA NEUROPSICOMOTORIA

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E’ importante iniziare a fare chiarezza.. Ad oggi troppe sono le professioni che lavorano nell’ambito dei disturbi dell’età evolutiva e spesso i genitori trovano difficoltà a capire di chi fidarsi e affidare il proprio figlio.

Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) è una figura sanitaria appartenente all’area delle professioni sanitarie della riabilitazione, il cui profilo professionale è definito dal Decreto Ministeriale del 17 gennaio 1997 n.56 il quale, congiuntamente al Codice deontologico, ne indica gli ambiti di competenza.

Il TNPEE attua interventi di prevenzione, abilitazione e riabilitazione in bambini che presentano una disabilità dello sviluppo (fascia 0-18 anni).

Il TNPEE è il terapista la cui specifica formazione sull’età evolutiva, gli consente di intervenire su diversi ambiti – motorio-prassico, comunicativo/linguistico, affettivo-relazionale, neuropsicologico, cognitivo – stimolando l’acquisizione o il recupero delle capacità e promuovendo l’integrazione armonica di tutte le funzioni. 

Il TNPEE, a differenza degli altri operatori sanitari della riabilitazione, che agiscono anche sull’età adulta e geriatrica, si occupa esclusivamente di bambini e adolescenti tra 0 e 18 anni, motivo per il quale il trattamento sarà molto vicino alle loro esigenze di sviluppo sia in termini di setting riabilitativo sia di tecniche utilizzate.

L’intervento neuropsicomotorio è indicato in casi di: sindromi genetiche (sindrome di Down, ecc.), deficit di integrazione sensoriali, patologie neuromotorie (ad es. le paralisi cerebrali infantili, distrofie ecc.), disturbi della coordinazione motoria (impaccio motorio, disprassia ecc.), disturbi dello spettro autistico, ritardi dello sviluppo psicomotorio, disabilità intellettive, disturbi da deficit dell’attenzione e/o iperattività, disturbi di regolazione, disturbi di linguaggio e disturbi specifici dell’apprendimento.

Il TNPEE, oltre alle attività di riabilitazione (ripristino di capacità “compromesse”) e abilitazione (acquisizione di funzioni non emerse), di cui abbiamo parlato fin qui, svolge anche interventi di prevenzione: si tratta di situazioni in cui o è stato riscontrato il rischio di sviluppare una problematica, oppure il bambino con difficoltà viene emarginato dal contesto sociale.
Il TNPEE possiede una laurea triennale (Decreto Ministeriale 2 aprile 2001) abilitante allo svolgimento della professione e dal 2018 è tenuto ad esercitare previa iscrizione all’albo della professione sanitaria di terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Egli può anche proseguire il proprio percorso di studi universitario conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, oppure accedere a diversi Master formativi di I e II livello.

 

LA PRIMA TRACCIA: LO SCARABOCCHIO

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Risultato immagini per lo scarabocchio"

Dagli ultimi studi e ricerche, abbiamo potuto notare come, uno degli argomenti molto discussi è la scrittura in corsivo.

In questo articolo, tratteremo lo scarabocchio e il disegno: aspetti importanti per acquisire la scrittura.

LE TAPPE GRAFICHE:

1° STADIO: PRIMI TENTATIVI- LE PRIME TRACCIE 15-18 MESI

2° STADIO:COSCIENZA DELLA FORMA (36 MESI- 3 ANNI FINO A 5-6 ANNI)

3° STADIO: LA PADRONANZA DELLA TRACCIA. INTERIORIZZAZIONE DELLE FORME (5-6 ANNI)

La traccia è una scoperta fondamentale. Quando un bambino capisce che la sua azione lascia un segno l’esaltazione e la soddisfazione lo spronano a ripetere l’esperienza. Succede con la traccia sonora del vocalizzo che, scoperta per caso, viene poi usata intenzionalmente per produrre effetti su se stessi e gli altri, dotandosi pian piano di significati e trasformandosi in vero e proprio linguaggio. Ugualmente succede con la traccia segnica, ancor meno effimera, che dapprima conseguenza casuale di un gesto prende forma per diventare significante rappresentazione e mezzo di espressione di sé all’altro.

I primi segni traccianti vengono eseguiti senza controllo motorio sviluppato. Il segno è conseguenza di un gesto e vi partecipa tutto il corpo, non solo la mano o il braccio. Questo segno però è espansione di sé nello spazio grafico, nelle diverse direzioni in rapporto alla postura assunta dal bambino.

Solo successivamente, intorno ai sei mesi il bambino impara che c’è un rapporto tra movimento e segno ottenuto, una scoperta che consente di variare a piacere le linee iniziando faticosamente un tentativo di controllo del gesto.

Tra i 16-18 mesi i tracciati sono ancora caotici. Non vi è alcun tentativo di rappresentazione della realtà e nemmeno di riconoscimento della realtà all’interno del disegno.

Tra i 2 e i tre anni che il bambino inizia a dare un nome allo scarabocchio, attribuendogli significati desunti dal mondo circostante.

A due anni compaiono i segni circolari e ad angolo; a due anni e mezzo, aumentando il controllo motorio, il bambino inizia a non uscire più dai bordi e a seguire meglio con lo sguardo la mano che traccia.

A tre anni in genere il bambino inizia a rappresentare il mondo che lo circonda e suoi stati interni, una intenzionalità rappresentativa che segna il passaggio dallo scarabocchio al vero e proprio disegno.

Il disegno è l’espressione più autentica e originale della personalità infantile in quanto può essere definita come un ‘attività motoria spontanea. e’ un mezzo di comunicazione ed espressione perchè capace di esprimere i sentimenti e le emozioni. E’ un’attività attraverso la quali il b.no interagisce con l’ambiente circostante e acquisisce esperienze. E’ lo stadio immediatamente precedente scrittura.

Neuropsicomotriciste – Psicomotriciste funzionali – Formatrici –  Ideatrici e realizzatrici di schede operative

Dott.ssa TABELLIONE FRANCESCA

Dott.ssa D’ANTONIO ERIKA 

METODO LESF

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CORSO METODO LEFSF (LETTURA E SCRITTURA FACILE)
🕔QUANDO? 1 dicembre 2019 dalle ore 9.00 alle ore 14.00
🏘DOVE? Presso lo Studio di riabilitazione Neuropsicomotoria – CHIETI SCALO
👥 RIVOLTO A CHI? docenti curruculari, insegnanti di sostegno, pedagogisti, educatori, psicologi, logopedisti, tnpee
per iscriziono contattare: metodolefsf@gmail.com -3393736307

LA NOSTRA COLLANA DI LIBRI

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VOLUME 1

PER LA RIABILITAZIONE  DELLA MEMORIA, INIBIZIONE,  SHIFTING, ATTENZIONE, ASPETTO VISUO SPAZIALE, OCULOMOZIONE, GRAFOMOTRICITÀ

VOLUME 2 

CATEGORIZZAZIONE, ATTENZIONE E RICERCA VISIVA ,CONFRONTI E DIFFERENZE , ABILITA’ VISUO-SPAZIALI , ORDINAMENTI,POTENZIAMENTO DELLA SCRITTURA ,SEQUENZE LOGICO-TEMPORALI ,ATTIVITA’ SOCIALI                         

PUÒ ESSERE UTILIZZATO PER AIUTARE BAMBINI CON

–   ADHD –   DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO –   RITARDO COGNITIVO –   RITARDO DEL LINGUAGGIO

–   DSA  –   GRAVI DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

INOLTRE, PUÒ ESSERE UTILIZZATO PER SVILUPPARE / POTENZIARE / INCREMENTARE I REQUISITI DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO

VOLUME 3

SCHEDE OPERATIVE PER IL LAVORO SULLE ABILITA’ VISUO-SPAZIALI E VISUO-PERCETTIVE

KIT 3-5 ANNI 

-MOTRICITA’ GROSSOLANA E FINE, GLOSSARIO DELLA MOTRICITA, GLOSSARIO DEI DISORDINI, LE TAPPE DI MATURAZIONE FINE 2-5 ANNI (SHERIDAN, 2008), IMPUGNATURE SCORRETTE, PROPOSTA ATTIVITA’ MOTORIA 

GRAFOMOTRICITÀ, ABILITÀ VISUO PERCETTIVE E SPAZIALI ,ACCOPPIAMENTO COLORI, SCHEMA CORPOREO , I CONTRARI,  CONCETTI TOPOLOGICI , LE FIGURE GEOMETRICHE, I NUMERI

TRAINING APR 

*SCHEDE RIABILITATIVE PER L’ATTENZIONE *SCHEDE RIABILITATIVE PER LA PERCEZIONE *SCHEDE RIABILITATIVE PER IL RITMO

Perché è importante gattonare?

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Il GATTONAMENTO perchè è così importante e perchè non bisogna trascurare questa tappa? Siamo due neuropsicomotriciste (formatrici, ideatrici di libri e schede operative, psicomotriciste funzionali, terapiste itard,) esperte da circa dieci anni nel settore dei  vari disordini del neurosviluppo.  Abbiamo pensato di approfondire questo argomento poichè spesso i genitori ci riferiscono che il loro piccolo (con varie difficoltà motorie, prassiche o di apprendimento) ha saltato questa tappa o l’ha eseguita in maniera scorretta. Inoltre, ci capita sentire che alcuni professionisti riferiscano ai genitori che saltare questa tappa motoria e passare direttamente alla deambulazione non abbia nessuna importanza ma vedremo che non è così. E’ opportuno ricordare che ogni bambino ha i suoi tempi che vanno rispettati. E’ stato dimostrato che GATTONARE è estremamente importante per lo sviluppo motorio e cognitivo dei bambini: non si tratta di una tappa della crescita “di serie B” ma di un periodo durante il quale il bambino comincia a sviluppare importanti capacità che sono dei requisiti per i futuri apprendimenti e per lo sviluppo emotivo e sociale. 

Il gattonamento (che in genere inizia tra i 9 e i 10 mesi) prepara e allena il bambino alla sua futura coordinazione motoria; inoltre il passaggio dalla posizione quadrupedica a quella bipede (in piedi) permette la formazione delle curve fisiologiche.

 Non è importante anticipare le tappe motorie quanto raggiungerle quando si è veramente pronti! Non tutti i bambini gattonano: alcuni lo fanno per pochissimo tempo, altri si spostano strisciando sul sedere, ecc. Cari genitori, non preoccupatevi perchè non gattonare non significa che inevitabilmente il vostro bimbo avrà problemi motori e cognitivi.

Benefici del GATTONAMENTO:

  • Aumenta la coordinazione occhio-mano prima e successivamente mano-occhio-piede-corpo: quando i piccoli esaminano un oggetto, ad esempio, imparano a sviluppare la distanza ed il posizionamento e a sfruttare il movimento delle mani per raggiungerlo in sincronia con gli occhi, che devono poter lavorare insieme.
  • Impara a sviluppare la visione binoculare, ovvero il meccanismo grazie al quale percepiamo ciò che vediamo come un’immagine unica nonostante lo stimolo visivo ci arrivi da due fonti diverse: il bambino guarda la distanza, vale a dire il punto dove vuole arrivare e riporta gli occhi alle sue mani che devono muoversi per giungere a destinazione.
  • Sviluppa la propriocezione: impara a percepire la posizione del corpo nello spazio e il grado di contrazione dei propri muscoli anche senza l’aiuto visivo e rafforza i muscoli del tronco, delle spalle e delle mani.
  • Sviluppa le funzioni cognitive. Avete mai sentito parlare del lato destro e sinistro del cervello? Per poter funzionare al meglio, queste due parti devono essere in piena comunicazione tra loro, e la loro capacità di comunicare non è un’abilità del tutto innata. I movimenti richiesti per gattonare portano i due lati del cervello ad interagire e a comunicare tra loro attraverso scambi elettrici, creando aree di informazioni importanti per la maturazione delle diverse funzioni cognitive: in tal modo anche i neuroni si organizzano e hanno un ruolo cruciale in alcuni processi come l’apprendimento, la concentrazione e la memoria.
  • Aumenta la fiducia in se stesso: il bambino impara anche a prendere decisioni circa la destinazione e la velocità, e sperimenta il piacere provocato dal raggiungimento del suo obiettivo.
  • Sviluppa lo schema crociato, ovvero la funzione neurologica per cui il braccio destro si muove in sincronia con la gamba sinistra e viceversa.

Un bambino che gattona rappresenta un progresso sia a livello fisico che neurologico; muoversi in questo modo lo prepara anche a sviluppare successivamente competenze più complesse, come ad esempio la capacità di leggere e scrivere.

Il bambino si sviluppa passando attraverso fasi precise e programmate; vi sconsigliamo di anticipare le “tappe motorie” poichè portano a una disorganizzazione neurologica. Alcuni studi hanno trovato dei collegamenti tra il mancato gattonamento e la dislessia, la cattiva coordinazione, la mancanza di concentrazione e i disturbi dell’apprendimento. Tutto questo è dovuto ad interferenze di sviluppo neurologico, di integrazione tra emisfero destro e sinistro; questo non significa che l’assenza di gattonamento sia la causa delle condizioni sopracitate, ma che esistono problematiche preesistenti che impediscono o rallentano il gattonamento ed influiscono anche sui problemi di cui vi abbiamo parlato.

Perché un bambino non gattona?

Dipende da molte variabili, non solo dalla maturazione del sistema nervoso centrale, ma anche dalla risultante di una serie di fattori che cooperano tra loro: fattori ambientali o motivazionali (un bambino che spesso viene tenuto in braccio, o nel box o nel girello sarà poco motivato).

 

Quali sono i consigli e gli esercizi che possiamo fornire ai genitori a casa?

  • Non anticipare le tappe, anche se tutti siamo fieri di mostrare come il nostro bambino cammina e mangia precocemente da solo.
  • Lasciare il bambino a pancia in giù (utilizzando un tappeto posto per terra e sotto la supervisione dell’adulto) anche durante il cambio del pannolino, e successivamente anche per pochi minuti durante il giorno: è un’ottima palestra per rafforzare i muscoli del tronco, braccia, spalle. Intorno ai 3-4 mesi riuscirà a sostenere la testa e a guardarsi intorno.
  • Mettersi a terra insieme al bimbo per farlo sentire più a suo agio, specialmente all’inizio, invogliarlo a gattonare mettendo il suo giocattolo preferito davanti a lui a una certa distanza: in questo modo proverà a raggiungerlo spostandosi, cominciando ad entrare nella dinamica dio muoversi per arrivare a una destinazione.
  • Limitare il tempo che il bimbo passa su seggiolone, passeggino, ovetto o girello.
  • Se il bambino è alimentato con formula, dare il biberon non sempre dallo stesso lato così da non limitare sempre lo stesso braccio e lo stesso occhio, ma alternare le posizioni per lo sviluppo bilaterale di occhio e braccio.

COSA CONSIGLIAMO IN SINTESI?

Lasciate il bambino completamente libero di esplorare il mondo che lo circonda in autonomia ( senza utilizzare metodi o accessori potenzialmente dannosi) e le sue nuove capacità motorie.

Avete trovato questo nostro articolo interessante? Continuate a seguirci sul nostro sito e sulla nostra pagina fb “STUDIO DI RIABILITAZIONE NEUROPSICOMOTORIA” dove saranno affrontati/trattati nuovi argomenti inerenti i disturbi dell’età evolutiva, ricchi di spunti- consigli per la pratica riabilitativa e di supporto alla vita quotidiana.

Neuropsicomotriciste – Psicomotriciste funzionali – Applicatrici di metodi –  Formatrici – Ideatrici e realizzatrici di schede operative

Dott.ssa TABELLIONE FRANCESCA

Dott.ssa D’ANTONIO ERIKA