ADHD E INSTABILITÀ PSICOMOTORIA

ADHD E INSTABILITÀ PSICOMOTORIA

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Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è una delle patologie più importanti e frequenti in età evolutiva. Può essere osservato con diverse manifestazioni cliniche dall’età prescolare fino all’età adulta e interessare/ compromettere diverse competenze di sviluppo e di funzionamento sociale e adattivo del bambino

 I tre sintomi principali sono: la DISATTENZIONE, L’IMPULSIVITÀ e L’IPERATTIVITÀ. Analizziamole in dettaglio.

 La DISATTENZIONE: si manifesta con difficoltà nel prestare attenzione per un periodo di tempo prolungato, scarsa cura per i dettagli, incapacità di portare a termine compiti intrapresi. I bambini sembrano avere la “testa tra le nuvole” e pensare sempre ad altro, evitano di eseguire compiti che richiedono maggior impegno intellettivo, buone capacità di pianificazione/ organizzazione o attenzione per i particolari, perdono frequentemente i loro materiali a scuola o oggetti significativi e dimenticano spesso le cose (scarsa memoria di lavoro)
L’IMPULSIVITÀ: si manifesta con difficoltà nell’ autoregolazione e autocontrollo non solo a livello motorio (fanno fatica a rispettare la turnazione e l’attesa in un gioco o nel gruppo volendo agire per primi) ma anche a livello cognitivo (fanno fatica a spostare il focus attentivo da un compito all’altro, sono rigidi nel pensiero e poco flessibili, hanno difficoltà ad organizzare compiti complessi, a generare nuove strategie, nel problem-solving, non amano i cambiamenti repentini di ambienti- persone o attività)
 L’ IPERATTIVITÀ: sono bambini descritti “come mossi da un motorino”, sono in costante movimento, fanno fatica a stare fermi anche per pochi secondi, a mangiare seduti a tavola, a rispettare anche semplici regole, rispettare i tempi e gli spazi dei loro coetanei e a rimanere seduti a scuola.

Ricordiamo che tutti questi sintomi, inclusi nel DSM IV, non sono dati da deficit cognitivi o disturbi organici o ritardi mentali, ma derivano da una povera integrazione sensoriale (sistema vestibolare iporeattivo) con conseguente disorganizzazione neurologica: i bambini iperattivi saltano e si muovono continuamente non perché vogliono farlo ma perché il loro cervello è in sovraccarico di stimoli e di conseguenza rispondono con un’attività eccessiva

COME APPAIONO QUESTI BAMBINI agli occhi di insegnanti, genitori o coetanei?

Sono bambini che perdono facilmente la concentrazione, anche dopo 5 minuti, hanno difficoltà nei processi di autoregolazione, autocontrollo e autoinibizione (funzioni esecutive), pertanto fanno fatica a controllare i loro impulsi, a Co-regolarsi, a posticipare una gratificazione, a riflettere prima di agire e a controllare i loro movimenti, con notevoli ripercussioni sugli apprendimenti scolastici e sul loro profilo emotivo/psicologico.
Sebbene si muovano costantemente, possono apparire goffi, inaccurati e ineleganti nei loro movimenti. Possono inoltre manifestare difficoltà nel dosare la forza (controllo tonico-motorio) quando devono ad esempio saltare, prendere un oggetto, afferrare/lanciare una palla, impugnare la matita o una forchetta, ecc. e difficoltà notevoli nel controllo posturale e nell’equilibrio statico-dinamico (non riescono a saltare con un solo piede o a rimanere su una sola gamba per brevi secondi).

⚠️ POSSIAMO OSSERVARE CAMPANELLI DI ALLARME SIN DAI PRIMI MESI DI VITA?

Si, sono bambini che già a partire dai primi mesi (7/8 mesi) evidenziano una eccessiva ipercinesia motoria, sono irritabili, piangono spesso, possono rifiutare il cibo per problemi di tattilità a livello orale, essere infastiditi da alcune consistenze di cibo, da carezze o da tessuti particolari, possono manifestare un ritardo nell’acquisizione delle tappe di sviluppo, un ritardo nello sviluppo del linguaggio, una difficoltà nell’inseguimento visivo di oggetti che si muovono nel loro campo visivo, difficoltà nel prestare attenzione al viso della mamma (1/2 mes), nell’afferrare oggetti o nella coordinazione oculo-manuale.

Inoltre, il deficit attentivo può essere presente già in età prescolare, associato talvolta a disturbi del sonno, disturbi della condotta con scoppi d’ira o un comportamento oppositivo/ aggressivo che può portare ad auto ed eterolesionismo.

Recenti ricerche hanno dimostrato che se consentiamo, a scuola, a un bambino con ADHD qualche minuto per alzarsi dal banco e saltare o ruotare su se stesso, i suoi tempi di attenzione possono migliorare di circa 20 minuti in più sull’attività che stava svolgendo. Riflettete su questo, considerando le basi neurofisiologiche-neurobiologiche di tale disordine!

Tali comportamenti, se non si intraprende un intervento tempestivo/precoce (età 2- 6 anni), possono impedire e limitare una maturazione delle competenze sociali e relazionali, scolastiche, adattive, fino a divenire un vero e proprio disturbo invalidante.

 Articolo redatto dalla
Dott.ssa Francesca Tabellione
a cura della Dott.ssa Erika D’Antonio

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