LATERALITÀ, LATERALIZZAZIONE, DISTURBI E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

LATERALITÀ, LATERALIZZAZIONE, DISTURBI E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

Studio di Riabilitazione Neuropsicomotoria No Comment
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LATERALITA’
 
Per lateralità si intende l’insieme delle predominanze particolari dell’una o dell’altra parte simmetrica del corpo, a livello di mano, piede, occhio, orecchio; per lateralizzazione si intende il processo attraverso il quale si sviluppa la lateralità.
 
Tale processo è connesso con l’organizzazione, da un lato dello schema corporeo, dall’altro dello spazio e del tempo.
 
Riguardo l’epoca in cui si stabilisce la lateralità vi è disaccordo; alcuni studiosi dicono che è già stabilita a quattro mesi, altri non la pongono prima dei quattro-cinque anni.
 
Vi sono periodi, anche lunghi, durante i quali il bambino utilizza la mano non dominante, oppure utilizza indifferentemente le due mani (soprattutto verso i 18-36 mesi).
 
In ogni caso la dominanza è fissata quando il bambino (a 6-7 anni) entra nella scuola dell’obbligo: è perciò un grave errore intervenire prima di tale età per modificarla.
 
LATERALIZZAZIONE
 
Il processo di lateralizzazione, inoltre, favorisce la reversibilità spaziale caratteristica anch’essa del pensiero operatorio concreto.
 
Il processo di lateralizzazione è fondamento dello stabilirsi della scrittura, del suo organizzarsi nello spazio del foglio: tutti elementi che il bambino non possiede prima dei 5-6 anni.
 
La scoperta di un asse corporeo, di due parti simmetriche del corpo e del vissuto di come queste due parti si integrano, è influenzata da un «equilibrio interiore ed emotivo» che viene scoperto, a sua volta, come esperienza propriocettiva.
 
Lo stabilizzarsi della preferenza laterale esprime un piano di perfetta organizzazione della dominanza emisferica cerebrale, la quale si realizza tanto con la preferenza destra quanto con la preferenza sinistra.
 
La dominanza emisferica è una importante condizione funzionale del cervello per cui, nella maggior parte delle persone, nell’emisfero sinistro si organizzano i centri delle funzioni gnosiche, prassiche e fasiche cioè le elaborazioni percettive, le programmazioni motorie finalizzate e il linguaggio.
 
Esiste una minoranza di soggetti in cui tale dominanza si manifesta spontaneamente per la mano sinistra perché i centri delle funzioni gnosiche, prassiche e del linguaggio si organizzano in prevalenza nell’emisfero destro. In questi casi i soggetti saranno mancini ed il loro mancinismo non è da considerare una condizione patologica, ma una condizione fisiologica, e cioè normale, anche se comporta qualche difficoltà di adattamento perché gli strumenti espressivi e motori che si sono organizzati nella nostra società riflettono in prevalenza le esigenze dei destrimani.
 
I mancini contrastati sono dei soggetti lateralizzati in origine a sinistra e che per pregiudizi sociali ed errori educativi vengono costretti o stimolati ad utilizzare la mano destra.
 
Tali interventi possono essere responsabili dell’insorgenza di conflitti neurofisiologici nell’ambito delle molteplici e complesse funzioni emisferiche e determinare disturbi del linguaggio (spesso balbuzie), strabismo, errori di lettura e scrittura, disturbi a carico della sfera affettiva e comportamentale come: timidezza, insicurezza, instabilità o irrequietezza psicomotoria, iperemotività, enuresi, onicofagia, tics, aggressività e talora veri e propri stati ansiosi.
 
Disturbi simili, sia a carico delle funzioni motorio-prassiche sia sul piano comportamentale, si manifestano, inoltre, in bambini dalla lateralità incerta, espressione di una non ben definita dominanza cerebrale a causa di immaturità delle strutture nervose.
 
Una lateralità indecisa pone il bambino di fronte a molte difficoltà, le quali (soprattutto in età scolare) si ripercuotono nel campo degli apprendimenti e della vita relazionale.
 
Il bambino ben lateralizzato presenta nel suo destrismo, o nel suo mancinismo, punti di riferimento direzionale precisi; quello che è mal lateralizzato, o contrastato, perde dei punti di riferimento, i quali sono importanti per i suoi comportamenti costruttivi ed organizzativi determinando influenza sulla maturazione socio-affettiva e intellettiva e, quindi, sull’apprendimento.
 
In realtà non è tanto un mancinismo che può avere significato nella etiopatogenesi dei disturbi di apprendimento scolastico, ma piuttosto una lateralità non ancora ben definita, espressione di una non chiara dominanza cerebrale.
 
Sul piano dell’apprendimento della lettura e della scrittura i soggetti non ben lateralizzati evidenziano delle difficoltà che spesso si caratterizzano anche in aspetti specifici: confusione di lettere simili per forma, rovesciamento di lettere e cifre, inversioni di lettere nel corso della parola ecc..
 
Inoltre c’è da evidenziare che nei bambini che non hanno strutturato bene la lateralizzazione, il movimento del loro globo oculare è instabile, va avanti e indietro sul foglio senza riuscire a dominare lo spazio-parola, generando così delle inversioni.
 
Il problema si pone, tutte le volte che l’insegnante si trova di fronte un bambino con problemi di lateralità; è necessario stabilire, quale lato è dominante nel bambino; sarà opportuno non intervenire indicando l’uso di una mano o dell’altra, di un piede o dell’altro, usando i termini «sinistra» e «destra», ma lasciare al bambino la libertà di realizzazione, almeno per un periodo di tempo.
 
In caso di incertezza è bene segnalare il caso perché vengano somministrate al bambino prove specifiche, vengano raccolte notizie dalla famiglia e, nei casi più difficili e complessi, venga effettuata una valutazione neuropsicomotoria.
 
ATTIVITA’ PER FAVORIRE IL PROCESSO DI LATERALIZZAZIONE
 
La regola da rispettare nell’attività è quella di non contrastare il mancino con una specializzazione forzata della mano destra.
 
Le difficoltà insorgono quando il bambino inizia la scuola, visto che nella civiltà occidentale l’apprendimento pre-elementare ed elementare è regolato da tre principi fondamentali:
 
 organizzazione lineare a direzione sinistra-destra;
 rotazione sinistrogira degli anelli;
 scrittura dall’alto verso il basso.
 
Il bambino mancino tende invece ad una organizzazione da destra a sinistra e ad una rotazione destrogira.
 
Questo comporta difficoltà nella lettura, soprattutto per differenziare lettere e sillabe simili, e nella scrittura che impone un rovesciamento della tendenza naturale; la mano che scrive nasconde lo scritto, ostacolando il controllo e l’autocorrezione e causando macchie sul foglio. L’insegnante deve aiutare il soggetto a superare queste difficoltà facendo, per esempio, tenere il quaderno inclinato di 30°-40° verso destra o abituare il bambino a scrivere con la mano ruotata per non coprire le lettere appena scritte, allenare il bambino all’organizzazione lineare, da sinistra a destra, mediante una serie di esercitazioni.
 
In genere si procede invitando il bambino ad una lettura da sinistra a destra di quattro o cinque figurine (all’inizio si useranno oggetti) disposte su una linea orizzontale, per poi passare alla lettura di figurine su due o più linee orizzontali.
 
Nel caso in cui i bambini riscontrino notevoli difficoltà si dovrà procedere a coprire ogni fila con un cartoncino e, facendo poi scorrere questo da sinistra a destra, si scoprirà una figurina alla volta.
 
Superata questa tappa, che praticamente consiste nella lettura ordinata dei colori, si può passare alla lettura di altri simboli, finchè il bambino non dimostra di avere acquisito una sufficiente sicurezza.
 
A parte queste esercitazioni, è necessario consolidare nel bambino la conoscenza di sé e della lateralità, prima di proporgli esercizi di discriminazione direzionale quali quelli implicanti forme e lettere dell’alfabeto.
 
L’insegnate deve tenere presente che la lateralità non è sinonimo di capacità di denominare esattamente le mani come destra e sinistra; si tratta, invece, di divenire consapevole dell’esistenza di una distinzione fra un emisoma e l’altro e di divenire capaci di indicare questa distinzione in termini di lato destro opposto a lato sinistro.
 
Le esercitazioni da fare eseguire, pur coinvolgendo globalmente il bambino devono essere più particolarmente orientate verso l’acquisizione o l’affermazione della lateralità e verso il raggiungimento della consapevolezza dei due emilati corporei:
 
– Manipolare, stringere con una mano, poi con l’altra una palla di tessuto, di gomma o di spugna.
 
– Prendere una palla con una mano e mostrarla a braccio alzato.
 
– Fare rimbalzare sul posto una palla battendola con il palmo della mano.
 
– Fare rimbalzare una palla dentro un cerchio e poi riprenderla.
 
– Lo stesso fuori dal cerchio e intorno al cerchio.
 
– Come sopra fuori e dentro al cerchio, alternativamente.
 
– Camminando, «palleggiare» la palla.
 
– Sul posto, fare passare una palla da una mano all’altra, alla maniera dei giocolieri.
 
– Correre e battere una mano sulle pareti in punti segnati precedentemente.
 
– Correre e, al segnale, battere una mano sul braccio di un compagno.
 
– Sdraiati in posizione prona, fa passare una palla da una mano all’altra per più volte.
 
– Calciare un pallone mandandolo in uno spazio precedentemente delimitato.
 
– Gioco del bersaglio: colpire con un lancio, eseguito con la mano o con un calcio.
 
– Giochi di coordinazione oculo-manuale.
 
– Colpire birilli, pupazzi, barattoli posti di fronte al bambino ad un’altezza pari al suo viso.
 
– Lo stesso con i birilli a terra; lanciare in posizione prona.
 
– I bambini sono disposti in senso orizzontale, uno vicino all’altro: fare passare la palla al compagno vicino (partenza da sinistra verso destra)
 
– Sistemare a terra due file di cerchi e fare saltare i bambini con un piede in un cerchio e con l’altro nel cerchio corrispondente.
 
– Fare saltare dentro e fuori da un cerchio i bambini su un piede solo.
 
– Muovere un braccio solo: alzarlo, portarlo in avanti, indietro, di lato, tenerlo «duro come un bastone», piegarlo, lasciarlo cadere.
– Lo stesso con l’altro braccio…
– Lo stesso con le gambe…
 
– Da sdraiati sollevare il braccio e la gamba destri…braccio e gamba sinistri… (per sentire l’emicorpo).
 
– Portare il braccio e la gamba destri in fuori…ritornare alla posizione di partenza.
 
– Poi dall’altra parte (introdurre i termini «destra» e «sinistra» quando il bambino ha raggiunto una sicurezza nella sua lateralità e sa nominare destra e sinistra su di sé).
 
– Disegnare su grandi fogli la sagoma del bambino. Ogni bambino troverà sulla sua sagoma le parti simmetriche del proprio corpo.
 
Dott.ssa Francesca Tabellione
Dott.ssa Erika D’Antonio
 
Tnpee, psicomotriciste funzionali, terapiste itard, supervisori, ideatrici di libri e schede educative/riabilitative

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